Liberarsi con ogni mezzo necessario. La pedagogia militante di Assata e Afeni Shakur

Autori

  • Martina De Castro Università di Roma Tre
  • Sofia Boi Università di Roma Tre
  • Umberto Zona Università di Roma Tre

DOI:

https://doi.org/10.60923/issn.2420-8175/24197

Parole chiave:

Black Panther Party, Assata Shakur, Afeni Shakur, autodeterminazione, etnia e genere

Abstract

Come gran parte delle narrazioni, anche la storia dei movimenti afrodiscendenti più radicali è spesso tramandata in chiave maschile, attraverso le biografie di leader carismatici. Secondo un sondaggio condotto da Bobby Seale nel 1969, però, il Black Panther Party era costituito e sostenuto prevalentemente da donne, tanto che i due terzi dei suoi membri era di genere femminile. Furono proprio le donne a gestire i programmi di sopravvivenza e a lottare più strenuamente a fianco della comunità al fine di aumentarne la consapevolezza. In questo scenario, il presente saggio intende dare conto delle traiettorie esistenziali e delle prospettive identitarie di due Pantere che hanno destinato le loro vite all’attivismo politico. Attraverso An Autobiography di Assata Shakur e Evolution of a Revolutionary, libro che Jasmine Guy dedica all’avventurosa vita di Afeni Shakur, il tentativo è quello di portare in emersione le esperienze personali che le indussero a smascherare le dinamiche sistemiche di alterizzazione e a impegnarsi nell’immaginare un mondo più giusto ed equo, nel quale nessuno debba essere mostrificato a causa dell’etnia di appartenenza o della propria identità sessuale.

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Pubblicato

2026-05-28

Come citare

De Castro, M., Boi, S., & Zona, U. (2026). Liberarsi con ogni mezzo necessario. La pedagogia militante di Assata e Afeni Shakur . Educazione Interculturale, 24(1), 63–75. https://doi.org/10.60923/issn.2420-8175/24197